Dal quel salto di Dante all’Inferno ne è passata di acqua sotto i ponti e forse le cose sono un po’ cambiate. O forse no? Di certo la tunica dell’Alighieri si aggira ancora e per sempre tra le bolge e le sue paure in endecasillabi. Ma se il protagonista ormai appartiene all’infernale loco, molti altri vi sono arrivati e altri arriveranno ancora: una restituzione del grande poema fedele a tratti, in cui si accavallano orgoglio e rassegnazione, crudeltà e compassione, speranza e disperazione. Momento ed eternità.
Il deserto ha un’infinità di sensi per percorrerlo. E nessuno è uguale a quello precedente. Proprio perché non c’è niente. Perché è la terra più piena che esista: è piena di tutto...
