La commedia più famosa e probabilmente la più fresca e disincantata di Wilde è un inno all’inutilità, una critica allegra al nulla in cui si trastullano le classi agiate. Come può una storia d’amore essere basata solo sul nome del fidanzato?! Ma in questa messa in scena, i servitori sembrano spassarsela di più dei padroni o quantomeno in maniera più sincera e immediata. Tutto questo finché il Destino non decide di divertirsi anch’esso rimescolando i ruoli agli attori e rimandando tutti alla casella di partenza: veloci, sempre più veloci alla ricerca di un nome, di un finale. Fino a quando?
Riunite in una stanza: il presidente americano Theodore Roosvelt, Boris Karloff, Einstein, un poliziotto che trottola come una boa marina, un critico teatrale e la sua fidanzata...
