Chi l’ha detto che gli angeli della morte sono esseri tremendi e magnifici? Perché non potrebbero essere due artisti scombinati tendenti al barbone che sognano una dignitosa pensione come tutti?
Si è appena conclusa la seconda guerra mondiale: in una casa padronale che se ne cade a pezzi, ancora vivono, quasi reclusi dal mondo, l’ereditiere Don Giacinto con le sue sorelle, la cameriera ed il fratellino… poca normalità e molte umanità.
In un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, tra vite mancate e futuri impossibili, un’anima si appresta a lasciare questo mondo. Ecco: è l’ora in cui presente e passato si confondono per lasciare il posto alla poesia del sempre. Attendiamo i nostri angeli-barboni.
Lo scrittore drammaturgo nigeriano, primo Premio Nobel africano nel 1985, emana ciò che sente a prescindere dai pregiudizi inevitabili che lo hanno circondato In questa riscrittura...
