Nel 1264 il Duca D’Auge, preoccupato e finanche inacidito per l’assenza di fiori blu nei suoi prati fangosi, balza attraverso i secoli tra i rimasugli delle ultime crociate, la guerra dei cent’anni fino alla presa della Bastiglia. Invece Cidrolìn, tipo pigro e flemmatico, passa le sue giornate al giorno d’oggi su di una chiatta ormeggiata lungo la Senna godendosi storie che non gli appartengono. I due si sognano a vicenda… o forse no? Entrambi ridono della Storia e di noi che proviamo a darle un senso. Con una recitazione distanziata e paradossale, gli attori animano un continuo carosello di personaggi senza soluzione di continuità come a suggerire l’improbabilità delle situazioni che ci contengono ogni giorno, sempre… da quando la Storia è Storia. In sogno e non.
In un cortile milanese, di quelli che ormai vanno scomparendo, due vecchietti abitudinari con i loro tic e le loro ossessioni. Questo il quadro di fondo di una vicenda in cui...
